
COS’E’ IL BIOFEEDBACK?
l biofeedback è uno strumento che permette a un individuo di osservare in tempo reale le proprie reazioni emotive per poter imparare a controllarle.
Quando siamo sotto stress ad esempio, la frequenza del nostro respiro aumenta, le mani iniziano a sudare, le dita si fanno più fredde, i muscoli si contraggono ed il cuore accelera i suoi battiti. Vari sensori posizionati sulle dita della mano, sulle spalle e sull’addome ci rimandano, attraverso immagini, suoni e valori numerici, tutti questi dati in diretta.
COME FUNZIONA?
La prima fase consiste nel definire il profilo psicofisiologico del paziente, ovvero valutare come risponde allo stress e le sue capacità di recupero, un po’ come le prove da sforzo nelle visite sportive. Una volta definiti i punti “deboli”, ad esempio dal profilo emerge che facciamo fatica a rilassare la muscolatura nel periodo di riposo dopo la prova da stress, lo psicoterapeuta selezionerà un programma di “allenamento” specifico per potenziare i suddetti punti deboli.
Nel caso del paziente dell’esempio con problemi a rilassare la muscolatura, verrà usato un programma che farà vedere in tempo reale al paziente la sua tensione muscolare. Quando il muscolo si rilassa il programma visualizza un segnale verde, fa partire un brano musicale o anche un video scelto dal paziente e quest’ultimo capirà che sta andando nella direzione giusta.
QUANTO TEMPO RICHIEDE?
Dipende dal numero di variabili fisiologiche su cui dobbiamo lavorare. In linea di massima si tratta di sessioni di allenamento di 20 minuti 2 o 3 volte a settimana.
PER COSA E’ UTILE?
Gli ambiti di applicazione sono moltissimi ma il biofeedback è particolarmente utile per problemi di ansia, gestione dello stress, somatizzazioni (ad esempio, colon irritabile e altri disturbi gastrointestinali), dolore cronico, cefalea ed emicrania.


