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Insonnia

insomniaL’insonnia può essere definita come una reiterata difficoltà ad iniziare e/o mantenere il sonno, tale che esso risulta di durata e/o qualità insoddisfacente.

A volte l’insonnia e’ un problema transitorio legato ad eventi di vita stressanti, e il sonno torna alla normalità  nell’arco di un mese. In altri casi, però le difficoltà a dormire possono durare mesi o anni, diventando una preoccupazione importante per una persona.

Chi soffre d’insonnia generalmente lamenta uno o più dei seguenti sintomi:

  1. Difficoltà ad addormentarsi
  2. Numerosi o prolungati risvegli notturni
  3. Risveglio molto presto al mattino
  4. Sonno non riposante e di cattiva qualità

In aggiunta ai sintomi notturni, nella maggior parte dei casi, sono presenti anche sintomi diurni, quali ad esempio

  • fatica
  • irritabilità
  • sonnolenza
  • disturbi dell’umore
  • difficoltà di apprendimento/memoria.

Quanto è diffusa?

L’insonnia è una condizione molto diffusa: si stima che circa un terzo della popolazione nei paesi industrializzati abbia presentato, almeno una volta nella vita, un disturbo del sonno e tra questi il 10% ha avuto problemi di insonnia. In Italia l’Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS) in collaborazione con i Medici di Medicina Generale hanno condotto una importante indagine, denominata “Progetto Morfeo”, con l’obiettivo di ottenere informazioni sull’epidemiologia dell’insonnia, nei pazienti che si recavano presso gli ambulatori dei medici di famiglia. Su un campione di 3200 soggetti adulti, il 64% riportava problemi di insonnia, e tra questi circa il 40% aveva anche sintomi diurni in associazione a quelli notturni. Il disturbo sembra essere maggiormente presente nelle donne rispetto agli uomini e nei pensionati/disoccupati rispetto a coloro che svolgono una regolare attività lavorativa.

 

Come si manifesta?

L’insonnia può essere distinta, in base alla sua durata, in occasionale o situazionale.

quando il problema si manifesta per un breve periodo in corrispondenza di eventi stressanti (problemi familiari, lavorativi, lutti, ecc.), e cronica o psicofisiologica quando perdura quasi ogni notte per almeno 6 mesi anche in assenza dei fattori che hanno portato alla sua insorgenza. Di solito l’insonnia situazionale diviene cronica quando le preoccupazioni legate al non riuscire a dormire si sostituiscono alle tensioni emotive o ai fattori stressanti che hanno portato alla sua insorgenza, mantenendo uno stato di attivazione psicofisiologica che impedisce il normale sviluppo del sonno. Ovvero la preoccupazione costante di non riuscire a dormire adeguatamente, diventa proprio la causa di mantenimento dell’insonnia stessa!

 

 

Cause

L’insonnia puó dipendere da diversi fattori.

Tra i fattori ritenuti causa dell’insorgenza del disturbo, gli eventi stressanti sono riportati nell’80% dei casi, seguiti da problemi fisici, inadeguata igiene del sonno e fattori ambientali.

Uno dei modelli più accreditati, circa l’insorgenza di questo disturbo, asserisce che i soggetti che sviluppano insonnia sono caratterizzati da una serie di fattori predisponenti (familiarità, stile cognitivo ipervigile), l’esordio del disturbo sarebbe dovuto all’occorrenza di fattori precipitanti(eventi stressanti, problemi familiari/lavorativi/di salute), mentre il mantenimento sarebbe la conseguenza di fattori perpetuanti. Tra i fattori perpetuanti rientrano tutti quei comportamenti disfunzionali messi in atto dai soggetti per la paura di non riuscire a dormire o per compensare la perdita di sonno (ad es. sonnellini diurni), che combinati a credenze negative (paura di non riuscire a dormire, ansia) mantengono nel tempo un problema che altrimenti si sarebbe risolto, e avrebbe avuto una durata limitata nel tempo.

Pertanto poiché essa può derivare  diverse cause, è sempre molto importante, anzi essenziale, che si venga sottoposti ad un’accurata valutazione diagnostica per scegliere, di conseguenza, la terapia  medica e/o psicologica – più adeguata.

In ogni caso possiamo distinguere due tipologie di insonnia:

Si parla di insonnia secondaria  quando essa insorge in associazione ad altri problemi di ordine medico e/o psicologico oppure essere causata dall’uso o abuso di sostanze

Si parla, invece,di insonnia primaria quando è indipendente da altri fattori (medici, psichiatrici).

 

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi avviene sulla base della storia clinica riferita dal paziente, e può avvalersi dell’utilizzo di questionari specifici e diari del sonno, che forniscono una indicazione più precisa circa le caratteristiche, la durata e l’eventuale comorbidità con altri disturbi.

 

Trattamento

 

Nei casi di insonnia primaria, è ormai considerato trattamento di elezione, l’utilizzo della terapia cognitivo-comportamentale. Il trattamento dell’insonnia ha come obiettivo primario quello di migliorare la qualità/quantità del sonno e i sintomi diurni correlati al disturbo.

 

Il 70-80 percento delle persone, che seguono un programma di trattamento cognitivo-comportamentale, migliora nettamente la qualità del proprio sonno. Solitamente, al termine dell’intervento, le persone riferiscono di avere un sonno più profondo e meno disturbato dai risvegli notturni, inoltre dichiarano d’impiegare la metà del tempo per addormentarsi. Un terzo delle persone diventano dei cosiddetti ‘buoni dormitori’. Solitamente, al termine dell’intervento, sia il tempo che la persona impiega ad addormentarsi, sia quello in cui rimane sveglio nel cuore della notte non supera i 30 minuti. Al termine del trattamento, che prevede anche un programma di graduale sospensione dei sonniferi condotto da personale medico, il 77 percento dei partecipanti risulta non farne piu’ uso.

 

Il trattamento ha solitamente una durata di 6-8 settimane con sedute settimanali singole o di gruppo di circa 1 ora. Gli obiettivi principali degli incontri sono:

 

1) fornire informazioni sull’insonnia e sulle basilari norme di igiene del sonno legate allo stile di vita

2) regolarizzare il ritmo sonno-veglia attraverso tecniche comportamentali specifiche

3) insegnare procedure di rilassamento

4) insegnare tecniche di distrazione e di controllo dei pensieri notturni

5) modificare idee errate e atteggiamenti dannosi nei confronti dell’insonnia con l’utilizzo di specifiche tecniche cognitive

6) fornire indicazioni preziose per prevenire le ricadute

 

 

RIFERIMENTI SCIENTIFICI

 

Lichstein, K.L, e Morin, C.M. (2000). Treatment of late-life insomnia. London: Sage Publication Ltd.Morin, C. M. (1993). Insomnia. Psychological assessment and management. New York: Guilford Press.Morin, C.M, Hauri, P.J., Espie, C.A., Spielman, A.J., Buysse, D.J., Bootzin, R.R. (1999). Nonpharmacological treatment of chronic insomnia. Sleep, 8, 1134-1155.

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Il punto di forza del nostro studio è la presenza al suo interno di varie professionalità tra cui psicologi, psichiatri e psicoterapeuti. Questo ci permette di garantire ai nostri pazienti una valutazione psicodiagnostica moderna, completa e approfondita; ci consente inoltre d'individuare la strategia di trattamento più efficace e adatta ai bisogni di ogni specifico individuo.
Il nostro desiderio di stare al passo con i progressi delle scienze psicologiche, ci impone un continuo processo di formazione e aggiornamento, che riteniamo peraltro, un dovere verso i nostri pazienti. In tal senso, riserviamo particolare attenzione, al proporre alle persone che chiedono il nostro aiuto, solo protocolli di cura che abbiano ottenuto dalla comunità scientifica il benestare ad entrare a far parte delle psicoterapie di provata efficacia.

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