Psicologia, Psichiatria e Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale Centro di Schema Therapy EMDR e Mindfulness ad Arezzo

Sono stressato/a!

Sono stressato/a, sono “un fascio di nervi”, mi sento esaurito/a!

a cura di Chiara Mercurio

“Se c’e’ soluzione perché ti preoccupi? Se non c’é soluzione perché ti preoccupi?”

Aristotele

Sono le due di notte e siete a letto. Domani è un giorno importante e impegnativo; forse riuscirete ad ottenere ciò per cui avete lavorato per mesi e mesi senza tregua, cercando di fare bella impressione al titolare, all’allenatore, al professore, ai colleghi, ai parenti, al/la fidanzato/a … e magari anche a voi stessi.
Beh allora avete bisogno di dormire per poter dare il meglio di voi domani! Ma gli occhi proprio non vi si chiudono. Provate di tutto per rilassarvi: respirate più lentamente, contate le pecorelle, immaginate un panorama da cartolina … ma niente! Ed ecco che parte “il treno”: pensate che, se non vi addormentate fra pochi secondi, domani sarete uno straccio, non potrete dare il meglio di voi, le vostre risorse non saranno sufficienti per affrontare con successo l’importante impegno, quindi molto probabilmente addio carriera/esame/competizione sportiva!

Ma perché?
Per dare una spiegazione a questo fenomeno che accomuna tutti gli esseri umani dobbiamo andare indietro nel tempo. Pensiamo al nostro antenato, all’uomo preistorico in una sua normale giornata. Mentre cammina nella savana, improvvisamente si trova davanti un orso (evento stressante). Cosa accade? Il suo organismo mette in moto tutta una serie di reazioni automatiche che gli consentono di correre il più velocemente possibile. Entra, così, in ballo la “risposta allo stress”: ecco che il battito cardiaco accelera, così come la pressione sanguigna e la frequenza respiratoria, la digestione viene inibita, il sangue diviene più denso, aumenta la sudorazione e il tono muscolare, concorre la rapida mobilitazione di energia (glucosio) dai siti di “stoccaggio”, etc. Una volta cessato il pericolo, questa reazione fisiologica si interrompe e viene ristabilito l’equilibrio “omeostatico” precedente. In poche parole, lo stress ha salvato la vita al nostro antenato.

Ma cosa succede oggi?
Preoccupazioni, paure, anticipazione di eventi stressanti, la rata del mutuo, la malattia, un esame, una riunione di lavoro, una competizione sportiva: questi sono i nostri odierni eventi stressanti, che attivano le stesse risposte fisiologiche del nostro antenato di fronte ad un orso (anche se modulate). Non diventiamo stressati perché inseguiti dai predatori, ci basta l’anticipazione di ciò che percepiamo come minaccia. Ma ecco che, se la risposta allo stress si attiva ripetutamente o se non si riesce a disattivarla una volta terminato l’evento stressante, entriamo nella zona di rischio che può portare all’esaudimento delle nostre energie; allora digeriamo male, il sonno non è ristoratore, ci sentiamo con i “nervi a fior di pelle”, “ci sentiamo un fascio di nervi”, ci irritiamo facilmente, non riusciamo a concentrarci nel lavoro o nello studio, non riusciamo a deciderci su questioni quotidiane e di vita, facciamo ricorso a rimedi “fai da te” come bere più caffè, “energy drinks”, mangiamo più frequentemente cibi “spazzatura”, il nostro appetito sembra non avere più controllo, etc.

Allora cosa possiamo fare?
Esistono vari modi per cercare di affrontare al meglio uno stress, ma dobbiamo ricordare che “non tutto va bene per tutti”, quindi ognuno potrà trovare quello che meglio gli si addice.
Ecco qui un elenco di alcune possibili strategie:
– Esercizio fisico.
– Sviluppare, o sfruttare meglio, alcune capacità cognitive come la capacità di risolvere i problemi, prendere decisioni, la flessibilità di pensiero, assertività (la capacità di esprimere e perseguire i propri desideri e opinioni rispando gli altri), etc.
– Alimentazione equilibrata.
– Tecniche di rilassamento, di respirazione e meditative.
– Gestione del tempo e delle proprie risorse (interne ed esterne).

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