Psicologia, Psichiatria e Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale Centro di Schema Therapy EMDR e Mindfulness ad Arezzo

I pensieri sono solo pensieri, non fatti

Luca stava andando a scuola.

Era preoccupato per la lezione di matematica.

Non era sicuro di poter tenere ancora la classe sotto controllo.

Questo non faceva parte dei compiti di un bidello.

 

Leggendo questa frase accade un fenomeno particolare. Succede che la nostra mente si trova constantemente a dover “aggiornare” le informazioni che entrano trasformando mentalmente la scena, all’inizio Luca ci appare come un bambino che va a scuola, poi diventa un maestro ed infine l’immagine mentale diventa quella di un bidello.

Questo esempio illustra come noi operiamo implicitamente inferenze a partire da fatti nudi che leggiamo, siamo costantemente incentrati ad attribuire significati alle informazioni che ci arrivano dall’esterno. E sono questi commenti, che genera la nostra mente, ad farci sentire poi un emozione congrua con il pensiero che abbiamo fatto.

Spesso però non siamo consapevoli che attributiamo significati ed interpretriamo sulla base di inferenze. La difficoltà nel separare gli eventi dalla loro interpretazione può diventare causa di numerosi problemi.

 

“I pensieri sono solo pensieri” appare probabilmente come una frase ovvia, banale e forse scontata, ma in realtà se ci soffermiamo a “pensarci” e a comprendere il significato di queste parole l’effetto nella nostra vita quotidiana così come il sollievo della nostra sofferenza emotiva può essere davvero importante.

Avviene  normalmente, ed è forse per questo che tendiamo a non accorgercene, che noi crediamo letteralmente al contenuto dei pensieri della nostra mente, come se fossero dati di realtà, “come se” fossero veri. Per cui a ragione di questo agiamo e ci comportiamo sulla base di questi.

E questo è vero per tutti, così come è particolarmente accentuato nel ragionamento ossessivo o nel rimuginio ansioso tipico di alcuni disturbi psicologici. Ed è così che cadiamo in un errore che ci porta ad avere la sensazione che aver avuto quel pensiero significhi qualcosa, potrebbe indicare che è più probabile che accada, o potrebbe dirci che siamo persone cattive, che non va bene avere certi pensieri, poichè vi è la tendenza ad attribuirvi un significato.

A ragione di questo cominciamo a mettere in atto una serie di meccanismi assolutamente controproducenti per cercare di “controllare” il contenuto della nostra mente. Speriamo di non pensarci, tentiamo di sopprimere il pensiero, cerchiamo di ignorarlo con tutta la nostra forza con l’ovvio, ma quanto mai paradossale effetto, che la portata, la frequenza e l’impatto negativo di tali pensieri risulti ancora più forte e ci condizioni in misura sempre maggiore.

Pensare ad un evento negativo non incide nella probabilità che questo accada, allo stesso modo che pensare alla pioggia non incide nel meteo. Solo che spesso noi non siamo così consapevoli di questo meccanismo pertanto ci lasciamo trasportare da quello che crediamo essere vero.

Cosa fare allora? Ricordare che i pensieri sono SOLO contenuti mentali, che molti di questi possono essere belli, brutti, assurdi, bizzari, perchè è così che la nostra mente funziona e che il modo migliore per “gestire” le angosce che da questi scatoriscono è proprio sollevarci dall’onere di doverlo fare. Lasciare scorrere i pensieri ed accettarli per quello che sono è il modo migliore per riuscire a liberarsene.

La pratica Mindfulness prevede degli esercizi mirati a sviluppare la consapevolezza del momento presente. Tale approccio fornisce gli strumenti per imparare a veder scorrere i propri pensieri come titoli di coda di un film proiettati nello schermo della nostra mente prestandovi un attenzione non giudicante in modo che questi passino, con il fine di contrastare la tendenza abituale  del “fare qualcosa” per controllare i propri pensieri spesso una delle principali fonte di sofferenza emotiva.

 

Dott.ssa Elena Mannelli

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