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Disturbo da alimentazione incontrollata BINGE EATING DISORDER

Disturbo Alimentazione Incontrollata

Il Binge Eating Disorder, detto anche disturbo da alimentazione incontrollata, è un disturbo alimentare ed è considerato un disturbo psichiatrico. Pur avendo molte caratteristiche simili all’Obesità, quest’ultima è tradizionalmente considerata una condizione medica, anche se nella realtà clinica, entrambe sono frequentemente associate. Chi è affetto da binge eating disorder può sviluppare nel tempo obesità grave, oltre ad un marcato disagio psicologico, depressione e bassa autostima.

Il disagio si presenta spesso come caratterizzato da frequenti abbuffate dopo le quali si sperimentano sintomi fisici e psicologici negativi. Da una parte si avverte dolore allo stomaco legato all’eccessiva ingestione, dall’altra si sperimentano sentimenti di vergogna, frustrazione e tristezza collegati all’abbuffata. La caratteristica tipica di questo disturbo è l’assenza di condotte di eliminazione, a differenza della bulimia infatti chi soffre di binge eating disorder  non vomita, non utilizza lassativi o altro.

Questo disturbo, oltre a generare stati psicologici negativi che possono arrivare fino alla depressione, è causa di marcato sovrappeso e grave obesità. Prima di giungere ad uno specialista psichiatra o psicoterapeuta, chi soffre di binge eating disorder spesso tenta numerose diete per perdere peso, senza risultati duraturi. Infatti il problema, prima che fisico, è causato da sofferenza psicologica. Ed è su questa che si concentra l’intervento psicologico.

 Cause

Le cause del binge eating disorder non sono ancora chiarite. Numerosi sono i fattori che possono contribuire a rendere più vulnerabile la persona e più vulnerabile a sviluppare il disturbo dell’alimentazione incontrollata. Tra le principali cause troviamo:

  • Aspetti sociali e culturali. La pressione sociale per la magrezza può causare un peggioramento dello stato d’animo di una persona in sovrappeso rendendola più vulnerabile allo sviluppo del disturbo da alimentazione incontrollata. Alcuni genitori inoltre, inconsapevolmente, possono facilitare il binge eating disorder usando il cibo per confortare o premiare i loro figli. Anche i bambini esposti a frequenti commenti critici sui loro corpi e sul loro peso sono maggiormente vulnerabili, così come quelli che sono stati abusati sessualmente nell’infanzia.
  • Aspetti psicologici. Il binge eating disorder e i disturbi dell’umore sono fortemente legati tra loro. Molti soggetti che soffrono di binge eating sono depressi o lo sono stati in precedenza. Alcuni possono avere problemi di controllo degli impulsi o nella gestione e nell’espressione dei propri stati d’animo. Inoltre la bassa autostima, la solitudine e l’insoddisfazione verso il proprio corpo possono essere causa di un binge eating disorder.
  • Aspetti di natura biologica. Le anomalie biologiche sono una delle cause del binge eating. Ad esempio, l’ipotalamo (la parte del cervello che controlla l’appetito) può inviare messaggi non corretti sulle sensazioni di fame e di pienezza. Infine, si è scoperto che bassi livelli di serotonina nel cervello hanno un ruolo nella comparsa dell’alimentazione compulsiva.

 Diagnosi

Il Binge Eating Disorder è diventato categoria diagnostica specifica solamente da qualche anno infatti, prima dell’uscita del DSM-5, non era ancora ufficialmente una patologia psichiatrica. Oggi ha invece una sua precisa collocazione tra i disturbi alimentari. Il DSM-5 definisce quali sonoi criteri per poter fare diagnosi di binge eating disorder:

  1. A) Ricorrenti episodi di abbuffata. Le abbuffate sono così definite
  2. Mangiare in un determinato lasso di tempo (ad esempio 2 ore) una quantità di cibo significativamente superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo.
  3. Sensazione di perdita del controllo durante l’abbuffata (ad esempio, sentire di non riuscire a smettere di mangiare, non riuscire a controllare cosa si sta mangiando)
  4. B) Gli episodi di abbuffata sono associati a tre o più dei seguenti aspetti:
  5. Mangiare più rapidamente del normale.
  6. Consumare cibo fino a sentirsi sgradevolmente pieni.
  7. Alimentarsi con grandi quantità di cibo anche se non si sente la fame.
  8. Mangiare da soli perché si prova vergogna.
  9. Sentirsi depressi, in colpa o provare disgusto verso se stessi dopo l’abbuffata.
  10. C) E’ presente un forte disagio legato alle abbuffate
  11. D) L’abbuffata si verifica almeno una volta a settimana per 3 mesi.
  12. E) L’abbuffata non è seguita da condotto di compenso come nella bulimia nervosa e tali episodi non si verificano in concomitanza con bulimia nervosa e anoressia nervosa

 Problematiche psicologiche

Le problematiche di ordine psicologico che caratterizzano il binge eating disorder sono collegate specialmente alla difficile gestione delle emozioni. Il cibo diventa un modo per “anestetizzare” le emozioni negative e gestire momenti di crisi. Al termine delle abbuffate inoltre chi è affetto da questo disturbo avverte profonde sensazioni di disagio e colpa legate alla percezione di “perdita di controllo” rispetto alla quantità di cibo ingerita durante l’abbuffata.Spesso chi soffre di binge eatingdisorder tenta di ridurre il proprio peso corporeo attraverso le diete. Ma essendoci un problema psicologico alla base, questi tentativi falliscono. Alimentando nel soggetto un sensodifrustrazione e di fallimento, riducendo autostima e autoefficacia. Il problema principale è quindi lo stretto collegamento tra emozione e cibo. Il cibo diventa strumento per anestetizzare le emozioni negative. Allo stesso tempo però, le condotte binge, portano a vivere sensazioni di colpa e di disagio. Portando il soggetto dentro ad un circolo vizioso dannoso per la salute fisica e psichica del paziente.

 Problematiche fisiche

Oltre alle problematiche di ordine psicologico specifiche del disturbo, da non sottovalutare sono tutte le problematiche mediche correlate allo stato di obesità. Chi soffre di binge eating infatti non solo mostra un quadro psicologico di sofferenza, ma presenta anche problematiche fisiche da non sottovalutare. È presente infatti un aumento del rischio cardiometabolico complessivo oltre ad una serie di specifiche complicazioni internistiche:

  • problemi muscolo-scheletrici
  • diabete
  • ipertensione
  • problemi ormonali
  • disfunzioni sessuali
  • problemi cardio-respiratori

Binge eating disorder sintomi

Il primo passo di fronte ad un paziente in grave sovrappeso è necessario analizzare lo stile alimentare adottato. Chi è affetto da binge eating disorder mostra sintomi quali abbuffate compulsive, molto spesso in solitudine, senza una reale fame fisiologica. Inoltre, da un punto di vista psicologico, il disturbo porta a sintomi psicologici di profondo disagio che minano l’autostima e il senso di autoefficacia dei pazienti. Non è raro infatti riscontrare in questi pazienti sintomi se non un vero e proprio disturbo depressivo. Altro dato da tenere in seria considerazione è il numero di tentativi di diete fallite. Per chi soffre di obesità con disturbo dell’alimentazione incontrollata infatti, il ricorso ad una semplice dieta non può risolvere il problema. Molti pazienti, prima di arrivare a contattare uno specialista dei disturbi alimentari, si sottopongono a diete anche molto impegnative, senza ricavarne risultati nel lungo periodo. Per poter affrontare l’obesità con Binge Eating Disorder è necessario invece intervenire su più piani differenti, quello psicologico, quello alimentare e agire profondamente anche sullo stile di vita.Solo approcciando il disturbo da più aspetti possiamo aspettarci una duratura diminuzione dei sintomi del Binge Eating Disorder.

 Trattamento

Rieducazione alimentare. La rieducazione nutrizionale è il primo pilastro della cura del binge eating disorder. La presenza di un dietista durante i pasti assistiti consente al paziente di rieducarsi ad uno stile alimentare corretto e a ricostruire schemi alimentari funzionali secondo i principi della dieta mediterranea e dell’educazione nutrizionale. La cura prevede lo sviluppo di un corretto stile alimentare, per evitare cibi “spazzatura”, in modo da magiare regolarmente senza arrivare a sentire “troppa fame”. Passo importante del percorso di cura è la consapevolezza corporea. E’ molto importante infatti imparare ad ascoltare il proprio corpo, per riconoscere la fame fisica da quella psicologica.

 Trattamento psicologico. Il trattamento psicologico è il cardine del percorso di cura. È necessario che i pazienti imparino a separare le emozioni dal cibo e trovare nuovi modi per affrontare e gestire in modo adeguato il loro mondo affettivo. Affrontare le problematiche psicologiche è fondamentale per poter curare il binge eating in modo efficace. La cura prevede una rieducazione emotiva per imparare riconoscere le proprie emozioni, comunicarle e infine trovare alternative più salutari per gestirle. Non è necessario soffocare le emozioni nel cibo. Anzi è importante conoscerle e riconoscerle per capire quali sono le emozioni che, più facilmente, scatenano un episodio di abbuffata. La cura psicologica, oltre ad lavoro specifico sul rapporto tra emozioni e cibo, si concentra sul mondo interiore del paziente. Traumi, distorsioni cognitive, difficoltà nella gestione degli impulsi, depressione sono tutti elementi che possono contraddistinguere chi soffre di binge eating disorder. Il lavoro psicologico si muove quindi su diversi binari, centrati sulla persona e sulla sua storia.

Stile di vita salutare

E’ indispensabile aiutare le persone a prendersi cura delle proprie abitudini, in direzione di uno stile di vita salutare. Lo scopo del trattamento è volto anche a rieducare il paziente ad uno stile di vita sano, che possa ridurre i problemi internistici legati all’obesità. Particolare attenzione va data alla noia. E’ necessario impostare uno stile di vita attivo, dove non ci sia troppo spazio per la noia. La noia infatti, come altre emozioni sgradevoli, può portare a episodi di binge eating. Prendersi cura del proprio stile di vita è il terzo cardine del percorso di cura ed è considerato un punto di arrivo nella cura del disturbo da alimentazione incontrollata.

Binge eating disorder e obesità

E’ importante che un paziente binge capisca che, prima dell’obesità in quanto tale, va curato il comportamento alimentare e le problematiche psicologiche che ci sono sotto. Curando il binge eating disorder si cura anche l’obesità, affrontando le cause, non le conseguenze del disturbo. E’ infatti comune osservare che, in questi pazienti, quando affrontano una dieta, la frequenza dei comportamenti di abbuffate tende ad aumentare. Non si può trattare l’obesità se prima non viene curato il disturbo da alimentazione incontrollata. Risulterebbe inutile ed inefficace. Per far questo è necessario un lavoro di equipe. Solo prendendosi cura della persona nella sua globalità possiamo curare in modo efficace chi è affetto da questo disturbo”. Il percorso di cura infatti prevede il lavoro di diversi professionisti:

Questo per poter garantire una presa in carico globale del paziente.

Studio Coradeschi: cosa possiamo offrirvi

Il punto di forza del nostro studio è la presenza al suo interno di varie professionalità tra cui psicologi, psichiatri e psicoterapeuti. Questo ci permette di garantire ai nostri pazienti una valutazione psicodiagnostica moderna, completa e approfondita; ci consente inoltre d'individuare la strategia di trattamento più efficace e adatta ai bisogni di ogni specifico individuo.
Il nostro desiderio di stare al passo con i progressi delle scienze psicologiche, ci impone un continuo processo di formazione e aggiornamento, che riteniamo peraltro, un dovere verso i nostri pazienti. In tal senso, riserviamo particolare attenzione, al proporre alle persone che chiedono il nostro aiuto, solo protocolli di cura che abbiano ottenuto dalla comunità scientifica il benestare ad entrare a far parte delle psicoterapie di provata efficacia.

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