Più una cosa fa paura più ci sembra probabile che possa accadere e questo rende la nostra paura ancora più soffocante. Questo accade frequentemente in persone che soffrono di disturbi d’ansia. Tecnicamente si parla di “sovrastima del pericolo” cioè quella tendenza a vedere come più probabile un’intera gamma di conseguenze negative e catastrofiche a partire dalle situazioni quotidiane e a concepire il pericolo insisto in tali eventi spesso come irreparabile e inevitabile. Affiancato da pensieri di non essere all’altezza di fronteggiare situazioni difficili sono il cuore della sofferenza di molti pazienti.
Nel Disturbo Ossessivo Compulsivo questo è un nucleo centrale, anche se non il solo, che contribuisce al permanere della sofferenza e della patologia stessa. A sostegno del’ipotesi che in tali soggetti possa esserci una distorta percezione della realtà un gruppo di ricercatori della Germania hanno condotto uno studio sperimentale in modo da valutare se, in pazienti affetti da tale sintomatologia, la distorsione non si verificasse solo a livello di pensiero, ma anche a livello percettivo.
Quello che emerge dai risultato è proprio la tendenza di pazienti con DOC a ricordare come più grandi stimoli legati allo spettro ossessivo rispetto a stimoli neutri.
Questo sostiene l’importanza di ricordare sempre che come noi valutiamo le cose ha un forte impatto su come queste risuonino in noi e che modificando il modo con cui ci rapportiamo agli eventi possiamo migliorare anche il modo di viverli.
vedi articolo completo http://www.stateofmind.it/2013/09/disturbo-ossessivo-compulsivo-dimensioni/



